Lo Zubbio della Montagnola (SI\PA 114) è una piccola cavità nei rilievi carbonatici che sovrastano il borgo marinaro di Sferracavallo, luogo a noi caro perché sede della palestra di roccia che utilizziamo per i corsi e per le nostre esercitazioni.
La grotta è nota da moltissimo tempo, al suo interno sono presenti storiche scritte a matita datate 1957, per cui niente scoperte nuove, niente presunte esplorazioni ma una “semplice” visita in grotta anche per provare ad allenarci nel rilievo topografico ipogeo e magari per aggiornare la scheda catastale con coordinate più precise e una topografia più fresca.
La camminata richiesta per raggiungere la grotta si svolge sul bel pendio che sale dal parcheggio della palestra, quasi fino al secondo pianoro sono le pareti di Sferracavallo. Breve ma intesa passeggiata con un dislivello di circa 150 m. L’ingresso della grotta è localizzato proprio lungo il sentiero che si snoda tra gli sparuti alberi nella zona demaniale.
Fatte le necessarie preparazioni e dopo un breve confronto su come poter installare la corda di progressione, si è sceso il breve pozzetto di ingresso arrivando nella prima stanza della cavità. Qui abbiamo dato una rapida occhiata anche per valutare eventuali e possibili prosecuzioni tra i blocchi di crollo nei vari angoli dell’ambiente.
Scesi nella sala più grande e profonda della grotta abbiamo potuto apprezzare la bellezza di diversi gruppi di speleotemi tra i quali alcuni con sorprendenti colorazioni bianche.
Oltre questa stanza, nella cui zona più profonda è presente la scritta del 1957 di cui si accennava prima, si trovano alcuni ambienti di crollo che hanno richiesto un’ispezione speranzosa di prosecuzione. Dopo aver provato a sbirciare e valutare possibili profondità con la tecnica del profondimetro speleologico (qualche pietruzza tirata giù nelle fratture), ci siamo rassegnati e abbiamo provato ad iniziare il rilievo topografico… provato perché un paio degli strumenti portati non ne hanno voluto sapere di funzionare, riempiendoci di gioia!
Per non rovinare completamente la giornata abbiamo comunque sfruttato la mattina allenandoci a rilevare con bussola e clinometro a traguardo, distanziometro laser e disegni su fogli di carta! Roba del secolo scorso… ma che, alla fine, funzione ed è più che affidabile se usata con attenzione.
Certo, riuscire a leggere gli strumenti a traguardo ha richiesto un discreto numero di ore di lamenti continui e incessanti, ma anche su questo fronte c’è la viva intenzione di migliorare!
Abbiamo anche approfittato di questo giro in grotta per portar via dal sottosuolo alcune lattine di bibite gassate, data agli anni ’80 e batterie tristemente e pericolosamente abbandonate in piccole pozze d’acqua.
Per rifare un rilievo a regola d’arte, torneremo in questa piccola ma carina grotta dei Monti di Palermo non appena avremo sistemato il nostro parco strumenti topografici.













